La cipolla e la notte di San Paolo

Nel mondo contadino vari erano i rituali a cui si ricorreva con lo scopo di fare previsioni sul futuro. Questi rituali rispondevano all'esigenza del contadino di prevedere il tempo delle semine e di conoscere se le stagioni e il clima dell’annata sarebbero stati favorevoli ai raccolti e all'allevamento degli animali. Uno di questi rituali era basato sulle cipolle. Nella notte di San Paolo di Tarso, tra il 24 e il 25 gennaio, i contadini esponevano fuori dalla loro casa, all'aria aperta, dodici mezze cipolle, esponendole a est, identificandole con un numero corrispondente ai mesi del calendario e aggiungendo su ciascuna un pizzico di sale. La mattina seguente si verificava su ciascuna mezza cipolla se il sale si era sciolto oppure no. Il mese abbinato con la cipolla con il sale sciolto sarebbe stato un mese piovoso e viceversa se il sale non si era sciolto, sarebbe stato un mese asciutto. Potremmo quasi parlare di un ruolo divinatorio attribuito alle cipolle.

Fonte: Wikipedia. “Della calende non me ne curo purché a san Paolo non faccia scuro”

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