Cipolla Borettana, quel bulbo povero, ricco di sapore e fonte di salute.

FAMIGLIA: Liliacee SPECIE: Allium cepa L. Allium dal Celtico all, che significa caldo, che brucia e cepa da capo o testa per la forna del bulbo. Pelar cipolle impuzzolentisce le mani, fa lacrimare gli occhi e lascia nell’alito quel’olezzo tipico, che disturba la conversazione. Per contro è uno scrigno di sostanze salutistiche che stimola il metabolismo, rafforza le difese immunitarie dell’organismo con effetti depurativi, stimola la diuresi e svolge un azione antidiabetica. Per tutto ciò se ne consiglia vivamente la coltivazione ed il consumo in tutti i modi. La Borettana, della quale s’intende trattare ha proprie particolarità: ha un sapore marcato ma dal gusto aromatico, a ciò si associano la forma e le dimensioni variabili che la rendono particolarmente adatta alle più svariate utilizzazioni sia come prodotto fresco sia per i conservati. Nell’orto famigliare non dovrebbe mai mancare un’aiuola di Borettana, ma per farne un prodotto d’eccellenza si deve utilizzare un metodo biologico, cioè senza l’uso di prodotti chimici di sintesi.

La cipolla è una coltura da rinnovo sarchiata che apre la rotazione. E’ coltivata in successione a molte colture (radicchio, lattuga, carota), ma se ne sconsiglia l’impianto dopo patata, bietola e cavoli. La cipolla dovrebbe ritornare sullo stesso terreno non prima di 3-4 anni per evitare l’acuirsi di attacchi di nematodi e di malattie fungine come le fusariosi. Nel caso in cui i terreni presentino questi problemi parassitari la rotazione dovrebbe essere ancora più lunga (7-8 anni).

Il terreno adatto alla cipolla è quello di medio impasto, tendente allo sciolto, profondo, irriguo, di facile scolo e ricco di elementi nutritivi. Nelle operazioni di preparazione del letto di semina si provvederà all’affinamento massimo, a facilitare lo sgrondo delle acque superficiali nonché ad eliminare le erbe infestanti. La cipolla vegeta bene nei terreni ricchi di sostanza organica, ma è sconsigliato somministrare letame o altro ammendante organico durante le lavorazioni preparatorie, poiché la presenza di muffe potrebbe danneggiare le radici o avviare processi di marcescenza dei bulbi.

La semina. La borettana si semina da metà febbraio a metà marzo, quando il terreno lo permette. La cipolla non teme il freddo e si semina anche a basse temperature, le semine precoci hanno dato i migliori risultati. La semina viene fatta a righe distanti 10 cm. e sulla fila diradate successivamente a 6-7 cm. I semi sono ricoperti da un sottile strato di terreno sciolto e successivamente si passa ad un leggero compattamento per far si che la semente aderisca alla terra, si può procedere con una leggera annaffiatura che completa la fase di semina. Le fasi di germinazione ed emergenza hanno una durata variabile da 8 a 20 giorni dopo la semina in funzione delle condizioni climatiche e del periodo di semina.

Il diradamento e la scerbatura sono le successive fasi e vengono eseguite contemporaneamente. Per tali operazioni ci si può servire di una piccola zappetta manuale. Se necessario occorre ripetere più volte la scerbatura e sarchiare con un piccolo attrezzo il terreno in modo da rompere la tensione superficiale del terreno per mantenere un giusto tasso di umidità del suolo e facilitare la penetrazione dell’acqua.

L’irrigazione da eseguire nel caso di effettiva necessità è pratica alquanto delicata nella cipolla, va effettuata quando con l’innalzamento della temperatura si nota la sofferenza della pianta. Si somministrano quantità modeste di acqua, per evitare la marcescenza dei bulbi. La pratica irrigua va sempre sospesa in prossimità del raccolto per non compromettere la serbevolezza del frutto.

La difesa dai parassiti nella cipolla prevede nel biologico l’esclusione dei prodotti chimici di sintesi. La cipolla può essere attaccata da oidio, peronospora o ruggine. Fra gli insetti il bulbo può essere attaccato dalla mosca della cipolla che compare ad aprile-maggio e ne causa la marcescenza. La difesa dalla mosca può essere attuata in modo naturale piantando ogni due file prezzemolo che svolge un ruolo di repellente ostacolando l’avvicinamento dell’insetto.

La raccolta si effettua quando il bulbo ha raggiunto la giusta dimensione ed il fogliame comincia ad appassire. Si effettua estraendo dal terreno il bulbo, lasciano l’intera pianta a asciugare al sole, prestando attenzione ad evitare scottature e lessature che comprometterebbero la serbevolezza del bulbo. Per evitare danni al prodotto raccolto si può eseguire un trattamento con caolino. In agricoltura biologica il caolino è molto usato per prevenire i danni da insetto o per prevenire scottature da sole.

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